Il setting psicomotorio
in ambito terapeutico e riabilitativo
a cura di Claudia Boni e Luisa Formenti
Direttivo ANUPI Emilia Romagna
“L’intervento psicomotorio, ponendo il suo centro nell’azione del bambino e nello sviluppo della sue capacità di interazione con la realtà verso una progressiva affermazione di sé nel gioco, pone una particolare attenzione nella creazione di uno spazio che stimoli progressivamente lo sviluppo delle sue abilità: da quelle maggiormente sensomotorie, della prima infanzia, a quelle gradualmente più rappresentative ed astratte, proprie della seconda infanzia"
Per questo lo spazio psicomotorio è generalmente strutturato in angoli che contengono elementi di stimolo coerenti tra loro, nello sviluppare alcune funzioni della crescita. Lo spazio può essere anche modificato ed adattato volta volta al singolo bambino, per facilitare la continuità del percorso in atto.
L’intervento psicomotorio può offrire essenzialmente due contributi:
In primo luogo può essere inserito nella fase diagnostica con modalità esplorative per raccogliere, in stretta collaborazione con i genitori e gli insegnanti, gli elementi caratterizzanti il comportamento del bambino, necessari alla programmazione del trattamento
In secondo luogo per le sue intrinseche e polivalenti caratteristiche educative e terapeutiche, può agire sul fondo di sicurezza e su tutti i processi percettivo-motori di base, le cui acquisizioni costituiscono la premessa per i successivi approcci educativi e terapeutici

La pratica psicomotoria, inserita all’interno di un modello integrato di trattamento e collocata nelle fasi precoci dello sviluppo, può rappresentare una strategia terapeutica molto efficace in quanto ha le caratteristiche di privilegiare, con la mediazione del corpo e del suo funzionamento sensomotorio (sensazioni, tono muscolare) le forme più arcaiche di interazione tra l’individuo e l’ambiente e di consentire esperienze strutturanti attraverso in un contesto in cui il terapista assume una funzione, allo stesso tempo di stimolo, di accompagnamento e di regolazione.

"Nel progressivo affidamento all’adulto che sa accogliere, contenere e rassicurare, si apre la capacità ideativa e gli oggetti si trasformano per far posto alla fantasia.
L’adulto diventa partner di gioco, per permettere al bambino la concretizzazione del proprio mondo immaginario. L’accesso al gioco simbolico è un passaggio fondamentale verso l’acquisizione di un più ricco mondo immaginario.”
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