| LA DIMENSIONE PARTECIPATA |
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GLI INCONTRI CON I GENITORIALL'INTERNO DEI PERCORSI PSICOMOTORIEDUCATIVI E PREVENTIVI
Ormai da molti anni ed in diverse realtà gli psicomotricisti propongono nei loro progetti tempi precisi per la programmazione, per la documentazione, per gli incontri con gli insegnanti, ma anche incontri di gruppo ed individuali con i genitori. Questo risultato, in tempi di ristrettezze economiche, è un chiaro riconoscimento della qualità e della centralità del lavoro sul contesto che quelle ore intendono garantire. Adottare questa modalità significa mettersi nella condizione di incanalare i rapporti con le famiglie in una struttura di intervento definita in piena collaborazione con la scuola, sia dal punto di vista teorico che metodologico. Nel momento attuale, chi come noi lavora a contatto con le famiglie, sa quale bisogno ci sia di trovare uno spazio in cui vengano accolte paure e preoccupazioni, spesso confinate nelle mura di casa. Quando i genitori si accorgono di avere a che fare con operatori in grado di comprendere i loro figli, da un punto di vista umano profondo, a volte richiedono anche spontaneamente un incontro.
E' bene in ogni caso specificare che all'interno di un progetto psicomotorio possono essere previsti:
Qualora un singolo genitore decidesse di parlare del proprio bambino di fronte al gruppo, dovrà essere cura dello psicomotricista raccogliere brevemente lo stimolo, ma svolgere una funzione di limite, sia come forma di tutela verso i genitori che si stanno esponendo, sia come garanzia che lo spazio del gruppo non venga monopolizzato da singole situazioni particolari. La richiesta può essere fatta per curiosità o perché certi genitori sono particolarmente premurosi o vogliono avere conferme circa lo sviluppo psicomotorio del figlio o la sua relazione con i compagni, ma non solo, il punto di vista dello psicomotricista può arricchire di nuovi elementi la percezione che i genitori hanno del proprio figlio. Da un punto di vista teorico quindi, bisogna avere chiaro che tutti i momenti dell’intervento psicomotorio svolto in ambito educativo, sia pubblico che privato, sono uniti tra loro secondo una logica circolare: il lavoro in sala con i bambini influenza ed è influenzato dagli incontri con gli insegnanti, con gli educatori e con i genitori. E' un lavoro policentrico che deve avere la sua area elaborativa, il suo baricentro nel momento dell’èquipe con gli insegnanti, luogo in cui, con un buon tempo a disposizione, si prepara l’incontro con le famiglie. Nella mia esperienza di lavoro all’interno della scuola, spesso ho verificato come un diverso atteggiamento degli insegnanti verso una determinata famiglia, desse ottimi frutti sia rispetto al miglioramento dei rapporti, che rispetto alla situazione del bambino. Troppo spesso una situazione conflittuale tra scuola e famiglia vede inevitabilmente triangolato il bambino, che manifesta con disturbi del comportamento la fatica della sua condizione di pomo della discordia. La fine o l'attenuazione del conflitto, l’aumentata collaborazione tra i grandi, a volte basta per restituirgli la sua serenità di piccolo tra i piccoli.
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La proposta attualmente maggioritaria è quella di definire gli incontri con gli insegnanti e con le famiglie come parte qualificante dei progetti che presentiamo nelle scuole e del nostro modo di lavorare in ambito privato.

