| Abstract delle Relazioni del VI° Congresso ANUPI |
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Relazione introduttivaProf. Andrea Bonifacio
L’obiettivo della relazione iniziale del Presidente, nel quadro dei lavori del congresso, è quello di illustrare il complesso percorso culturale, scientifico e politico, che avviatosi intorno alla fine degli anni sessanta, ha condotto all’attuale quadro attraverso cui si articola la presenza della psicomotricità in Italia.
La relazione affronterà, oltre al vertice storico, la ricca problematica relativa all’intervento psicomotorio, sottolineandone in particolare, il carattere di forte originalità derivante da una visione sempre integrata e mai parcellizzata dell’essere umano e in particolare del bambino. Le pratiche psicomotorie, siano esse orientate al bambino o all’adulto, siano esse declinate nel versante preventivo, educativo, clinico o formativo, si sono sempre collegate ad uno sfondo teorico e metodologico che sollecita la necessità di una visione olistica dell’uomo e dei suoi problemi, in un ‘ottica di integrazione dei processi mentali e corporei. Le attuali ipotesi nel campo delle neuroscienze tendono a confermare ciò che la Psicomotricità verifica da molti decenni sul piano clinico; per questo motivo la relazione ha come ulteriore obiettivo quello di aprire la riflessione teorica, che sarà oggetto di tutti i lavori congressuali, in merito alla definizione epistemologica del concetto di neuropsicomotricità.
Tavola Rotonda “ Neuroscienze e Psicomotricità tra oggettività e soggettività”
Tale confronto è di immediato interesse per le professioni di aiuto e riabilitative in quanto esse devono darsi metodi di validazione e di raccolta di fenomeni e mantenere allo stesso tempo aperto e operante l’ambito dei fenomeni di coscienza e dell’esperienza soggettiva. Non a caso si sta affermando una corrente di riflessione che prende il nome di neurofenomenologia. Ciò viene proposto in relazione alle caratteristiche dell’intervento neuropsicomotorio che necessariamente deve mantenere aperti i due ambiti dell’oggettività e della soggettività. Idee in azione: i neuroni specchio e l’intenzionalitàM. Cappuccio Investighiamo gli esiti più attuali delle neuro scienze cognitive, che studiano la prefigurazione dell’azione motoria, al livello delle basi neuronali che ne consentono l’imitazione (neuroni specchio). Ci avviciniamo poi ai fondamenti filosofici della psicologia, sottesi all’impostazione delle odierne scienze cognitive, attraverso il riferimento alla filosofia della volontà di William James. Infine, ci confrontiamo con il pensiero taoista dell’inazione, cercando di coglierne il contrasto, grazie alla filosofia della Cina antica, cercando di analizzare quali siano i limiti entro cui si trova confinata la comprensione occidentale dell’azione, basata sulla contrapposizione di fini e mezzi.
Intervista al prof. BolleaA cura di Eugenio Ghillani L’incontro vuole essere innanzitutto un omaggio e una testimonianza di gratitudine, oltre che un’occasione per fornire ai colleghi che non lo hanno conosciuto, spunti di riflessione e di ricostruzione “storica” del percorso della psicomotricità in Italia.
E' possibile richiedere alla Segreteria Nazionale l'invio degli atti completi del Congresso
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Workshop Riabilitazione e terapia
Tali argomenti saranno trattati tenendo conto delle esigenze operative ed istituzionali di quanti operano in ambito sanitario in particolare verranno trattate le connessioni con l’ICF . Abstract Workshop Educazione e Prevenzione“La funzione del lavoro di rete in educazione e prevenzione psicomotoria”Conduttori: Maria Piscitello, Donata Castiello, Anton Maria Chiossone, Luisa Formenti Viene poi presentata più nello specifico la metodologia del lavoro di rete, con particolare riferimento all’ambito psicomotorio. Vengono affrontati alcuni problemi aperti:la rete come necessità, lo psicomotricista e il lavoro di rete, i contesti, la normativa, i livelli del lavoro di rete, resistenze, strategie, ruoli. La seconda parte definita “voci a confronto” prevede la discussione dei risultati di alcune esperienze di lavoro di rete, illustrate con il contributo di alcuni soggetti radicati nel territorio e appartenenti a diversi contesti (scuola, pediatria di base, enti locali) I relatori, coadiuvati da testimonial privilegiati, come professionisti ed esperti che lavorano in diversi enti dell’area socio educativa, apriranno la discussione con il coinvolgimento del pubblico, affrontando alcuni nodi problematici individuati. Tavola rotonda“a scuola con il corpo” fu l’efficace slogan che, negli anni ’70, fece da cappello a un’intensa stagione educativa che impose con forza il tema della soggettività dell’apprendere e dell’imparare. Un invito ad accogliere il corpo che conteneva in sé una sfida radicale, poiché rifletteva nel mondo dell’educazione desideri e utopie capaci di appassionare e coinvolgere in un progetto di cambiamento epocale un’intera generazione. Work Shop Respiro e narrazione
Passare 'di forma in forma', dal movimento alla scrittura, dalla postura alla messa in scena teatrale, introduce rotture e spiazzamenti calibrati, che danno vita ad una esperienza plastica in cui ogni partecipante può riconoscere e ampliare il proprio stile espressivo e la qualità della propria presenza. Ne può nascere un movimento di consapevolezza che si nutra costantemente del contatto e dello scambio relazionale con gli altri. Work Shop Gioco di rispecchiamento
• l’operatore non rispecchia tutti i contenuti emozionali, ma li seleziona Valutazione e soggettivitàdi Claudio Ambrosini Con la sperimentazione pratica si sollecita l’attenzione verso la persona e la sua soggettività, senza la considerazione della quale risulterebbe impossibile tracciare un bilancio psicomotorio del bambino, utile per l’intervento terapeutico. Il lavoro è sostenuto da video relativi all’ambiente di valutazione, da presentazione di parti significative della valutazione e soprattutto dal coinvolgimento corporeo dei partecipanti nella sperimentazione delle diverse prove. Dal movimento all’azione simbolicaFabio Comunello – Paola Savini Questo implica che per occuparsi di uno o più bambini, l’adulto che agisce come terapeuta o come educatore non potrà “ occuparsi del corpo e stare con il corpo ma dovrà parlare dal corpo” ( cfr Gison e Bonifacio). Dunque è necessario che il Neuropsicomotricista o lo Psicomotricista acquisiscano una capacità di gestione della propria corporeità, cioè che abbiano una consapevolezza delle modalità non verbali e verbali di rapportarsi con l’altro e che riescano a gestire il valore simbolico dell’azione. Per un’esperienza pratica che affronti queste tematiche viene proposto un laboratorio pratico in cui si propone di sperimentare la pulizia del gesto, per acquisire una maggiore efficacia e consapevolezza espressiva. Tavola Rotonda “ Intenzionalità dell’atto motorio e sviluppo delle abilità”
L’incontro tra l’impostazione concettuale ed operativa della psicomotricità e la neuropsicologia dell’attenzione può aprire un’ampia area di confronto e dibattito in quanto mentre la prima propone di coltivare, sviluppare e anche far nascere l’ambito dell’intenzionalità, la seconda mira al miglioramento di efficacia dell’azione, lavorando sui processi selettivi della percezione e sulla coltivazione degli automatismi. Sembra, apparentemente, che si muovano su ispirazioni e finalità differenti, ma in realtà il loro confronto e incontro può fornire nuove risorse per il trattamento dei disturbi di apprendimento.Da tale confronto possono scaturire rinnovate riflessioni sul problema del raccordo tra conoscenza oggettiva, oggettivazione dell’azione ed esperienza soggettiva. La terapia neuro psicomotoria e i disturbi nell’apprendereMario. Bertolini
Percorsi evolutivi dei bambini da 0 a 3 anni e strutturazione dell’interventoEster Chicco e Marusca Malossi
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