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Il progetto personalizzato PDF Stampa E-mail

L’OMS raccomanda di integrare l’utilizzo dell’ICD, (International Classification of Diseases) con l’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), “in quanto sempre più frequentemente, un evento morboso, una malattia o un trauma non si esauriscono nel ciclo danno-terapia-guarigione o morte, ma portano ad una menomazione o ad una disabilità (...). Queste conseguenze rappresentano il campo proprio di intervento della riabilitazione.”

L’ICF, viene indicato come uno strumento per la progettazione e l’identificazione di bisogni educativi; come strumento clinico nell’assessment dei bisogni, nella scelta dei trattamenti, nell’assessment di orientamento; come strumento di politica sociale per la progettazione e la realizzazione di piani d'intervento e servizi; come strumento di raccolta e registrazione di dati. Esso, infatti, consente di rilevare, descrivere e classificare il funzionamento di una persona in associazione ad una condizione di salute, tenendo conto anche dei fattori contestuali ed ambientali.

Riteniamo utile segnalare ed includere in questa sezione quegli articoli che possono facilitarci nel compito di comprendere l’approccio bio-psico-sociale, che permea l’ICF.

 

IL PROGETTO PERSONALIZZATO

PER IL BAMBINO CON DISABILITA’

ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE

ICF E ICF-CY

 


Matilde Leonardi - Direttore SSD Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità, Direzione Scientifica, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico
Carlo Besta,
Daniela Ajovalasit - SSD Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità, Direzione Scientifica, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta

 

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Bioetica PDF Stampa E-mail

Questo documento contiene rilevanti considerazioni sul piano psicologico, antropologico e sociale, applicate alla più moderna cultura scientifica in ambito riabilitativo. Come è sottolineato nella presentazione del documento, viene richiamata l’attenzione di tutti i professionisti della riabilitazione e di tutti coloro che hanno pubbliche responsabilità in materia sanitaria ed assistenziale “alle loro responsabilità culturali, sociali ed anche epistemologiche.”

Crediamo sia inevitabile riconoscersi nello sfondo filosofico ed epistemologico del documento, per quanti come noi appartiengono alla cultura psicomotoria, in quanto esso privilegia una prassi relazionale, capace di sublimare il mero essere-con-l’altro, nel ben più arduo, ma anche esistenzialmente ben più autentico, essere-per-l’altro.

 

BIOETICA E RIABILITAZIONE

 

Presentazione

A pochi sfuggirà il rilievo di questo testo, che amplia la tradizionale prospettiva della bioetica clinica, attivando considerazioni psicologiche, antropologiche e sociali di estremo rilievo. I lettori più attenti noteranno come in queste pagine si sottolineano sì i meriti indiscussi della medicina “scientifica”, ma si insista altresì e soprattutto sull’immensa importanza che possiede un impegno interdisciplinare, integrato e umano al problema della disabilità in vista del suo trattamento ottimale. Per quanto lucide, coerenti ed anche sofisticate possano essere le dimensioni dottrinali dell’ etica medica e della bioetica, resta fermo che nessuna prassi di cura può essere fino in fondo se stessa se ritiene di potersi radicare esclusivamente nella forza del pensiero: è l’incontro con chi chiede di essere curato a rivelarsi in ultima istanza decisivo: un incontro per la cui serietà non può bastare, ovviamente, una generica buona volontà e meno che mai una calda, generosa, ma tante volte inconcludente, emotività.

Questo documento del CNB vuole richiamare tutti gli operatori del settore e tutti coloro che hanno pubbliche responsabilità in materia sanitaria e assistenziale alle loro responsabilità culturali, sociali ed anche epistemologiche. Ma vuole altresì, e bisogna sottolinearlo fino in fondo, ricordare che l’autenticità della bioetica si manifesta nel momento in cui essa dimostra di avere la forza di alimentare una prassi relazionale, capace di sublimare il mero essere-con-l’altro nel ben più arduo, ma anche esistenzialmente ben più autentico, essere-per-l’altro.

 

Francesco D’Agostino
Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica

 


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