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Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti |
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Presentazione - Questa linea guida sui trattamenti dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, si sviluppa all'interno del primo programma nazionale di ricerca sulla salute mentale nell'infanzia e nell’adolescenza, il Programma strategico Un approccio epidemiologico ai disturbi dello spettro autistico e rappresenta il primo documento di questo tipo prodotto dal Sistema nazionale per le linee guida nell'area della salute mentale dell'infanzia e dell'adolescenza.
Con il Programma strategico la linea guida condivide la finalità generale, ossia produrre attraverso gli strumenti della ricerca scientifica risultati trasferibili alla pratica clinica, nonché fruibili da tutti i soggetti interessati.
Nell'ampio panorama di offerte terapeutiche rivolte alle persone con disturbi dello spettro autistico, questa linea guida fornisce un orientamento su quali sono gli interventi per cui sono disponibili prove scientifiche di valutazione di efficacia, articolando le raccomandazioni per la pratica clinica sulla base di queste prove.
Considerata la gravità dei quadri clinici associati ai disturbi dello spettro autistico, l'impatto che questi disturbi hanno sulla vita delle persone e delle loro famiglie durante tutto l'arco della vita, nonché la difficoltà per gli operatori di orientarsi tra le molte offerte terapeutiche disponibili, certamente questa linea guida rappresenta il primo, indispensabile passo per garantire una risposta adeguata ai bisogni terapeutici di queste persone.
È prevista anche una versione per il pubblico di questa linea guida, che riteniamo di importanza fondamentale per garantire l'auspicata partecipazione consapevole delle famiglie e dei cittadini alla gestione del proprio stato di salute.
Alfonso Mele Istituto superiore di sanità
Gruppo di lavoro
RESPONSABILE DEL PROGETTO
- Alfonso Mele Istituto superiore di sanità
COORDINATORI
- Marina Dieterich Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Salvatore De Masi Azienda ospedaliero universitaria Meyer, Firenze
- Eleonora Lacorte Istituto superiore di sanità
- Nicola Vanacore Istituto superiore di sanità
PANEL
- Maurizio Bacigalupi Società italiana di epidemiologia psichiatrica (SIEP)
- Corrado Blandizzi Divisione di farmacologia, Scuola medica, Università di Pisa
- Ernesto Caffo Società italiana di psicopatologia (SOPSI)
- Paolo Carbonatto Società italiana di medicina generale (SIMG)
- Laura Conca Federazione italiana medici pediatri (FIMP)
- Salvatore De Masi Azienda ospedaliero universitaria Meyer, Firenze
- Marina Dieterich Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Maurizio Elia IRCCS Associazione Oasi Maria SS, Troina (Enna)
- Maurizio Fabrizi Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG)
- Giovanna Gison Associazione nazionale unitaria psicomotricisti e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva italiani (ANUPI)
- Renzo Guerrini Azienda ospedaliero universitaria Meyer, Firenze
- Laura Imbimbo Federazione delle associazioni nazionali a tutela delle persone con autismo e sindrome di Asperger (FANTASiA)
- Antonio Lo Iacono Società italiana di psicologia (SIP)
- Giovanni Marino Federazione delle associazioni nazionali a tutela delle persone con autismo e sindrome di Asperger (FANTASiA)
- Roberto Militerni Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (SINPIA)
- Massimo Molteni IRCCS E. Medea, Bosisio Parini (Lecco)
- Franco Nardocci Unità operativa di neuropsichiatria infantile, AUSL Ravenna
- Maria Osti Società italiana di pediatria (SIP)
- Angelo Picardi Istituto superiore di sanità
- Pierluigi Politi Società italiana di psichiatria (SIP)
- Melchiorre Presti Direzione sanitaria aziendale, Azienda sanitaria di Reggio Calabria
- Teresa Proietti Associazione italiana dei terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (AITNE)
- Tiziana Rossetto Federazione logopedisti italiani (FLI)
- Mario Serrano Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Nicola Vanacore Istituto superiore di sanità
- Aldina Venerosi Istituto superiore di sanità
- Giacomo Vivanti La Trobe University, Melbourne (Australia)
FORMATORI DEI VALUTATORI DELLA LETTERATURA
- Salvatore De Masi Azienda ospedaliero universitaria Meyer, Firenze
- Marina Dieterich Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Mariapina Gallo ARSAN Regione Campania
- Eleonora Lacorte Istituto superiore di sanità
- Luciano Sagliocca ARSAN Regione Campania
VALUTATORI DELLA LETTERATURA
- Floriana Boffo Associazione italiana dei terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (AITNE)
- Marianna Boso Università di Pavia Davide Broglia Università di Pavia
- Salvatore Cappello Azienda sanitaria locale Roma E
- Marcella Caputi Università di Pavia
- Maria Valeria Di Martino Ospedale Monaldi, Napoli
- Alessandro Frolli Università di Napoli
- Francesca Galeotti Istituto superiore di sanità
- Stefania Mantarro Università di Pisa
- Guido Militerni Università di Napoli
- Simonetta Monti Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Paolo Orsi Università di Pavia
- Umberto Provenzani Università di Pavia
- Sara Rinaldi Federazione logopedisti italiani (FLI)
- Daniela Simone IRCCS E. Medea, Bosisio Parini (Lecco)
- Angela Valli IRCCS E. Medea, Bosisio Parini (Lecco)
COMITATO DI SCRITTURA DEL DOCUMENTO
- Marina Dieterich Azienda sanitaria locale 6, Livorno
- Salvatore De Masi Azienda ospedaliero universitaria Meyer, Firenze
- Massimo Molteni IRCCS E. Medea, Bosisio Parini (Lecco)
- Franco Nardocci Unità operativa di neuropsichiatria infantile, AUSL Ravenna
REFEREE
- Giovanni Cioni Dipartimento di neuroscienze dell'età evolutiva, IRCCS Stella Maris, Pisa
- Benedetto Vitiello Child & adolescent treatment & preventive intervention research branch, National institute of mental health, Bethesda (Stati Uniti)
DOCUMENTALISTI
- Rosaria Rosanna Cammarano Istituto superiore di sanità
- Maurella Della Seta Istituto superiore di sanità
SEGRETERIA TECNICA
- Linda Agresta Istituto superiore di sanità
- Simonetta Crateri Istituto superiore di sanità
- Giuseppina Iantosca Istituto superiore di sanità
- Antonella Marzolini Istituto superiore di sanità
- Fabrizio Marzolini Istituto superiore di sanità
SEGRETERIA SCIENTIFICA
- Franca D’Angelo Istituto superiore di sanità
- Eleonora Lacorte Istituto superiore di sanità
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I documenti definiti “Linee-Guida”, hanno come scopo prevalente quello di fornire indirizzi per l’organizzazione della rete dei servizi. Esse forniscono ai professionisti la cornice istituzionale ed individuano processi e procedure relativi alla prassi terapeutica.
Apriamo questo spazio con la presentazione delle Linee Guida Nazionali per le attività di riabilitazione del 1998, esse attualmente sono sottoposte a revisione, per la quale è stata attivata una commissione di esperti. Ci sembra utile confrontarci con questo documento, appropriarci del lessico in esso contenuto, anche allo scopo di sviluppare un pensiero “critico”.
LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SANITA'
PER LE ATTIVITA' DI RIABILITAZIONE
(G.U. Serie Generale n. 124 del 30 maggio 1998) PROVVEDIMENTO 7 maggio 1998
Premessa
Obiettivo delle presenti linee-guida è fornire indirizzi per la organizzazione della rete dei servizi di riabilitazione e criteri generali per gli interventi di assistenza riabilitativa attivabili all’interno dei livelli uniformi di assistenza previsti dal Piano sanitario nazionale (PSN), adottando quale riferimento un modello di percorso integrato socio-sanitario, ferma restando l’autonomia delle regioni e delle province autonome nell’adottare le soluzioni organizzative più idonee in relazione alle esigenze della propria programmazione. Tale percorso integrato socio-sanitario implica l’intima connessione dei programmi di intervento sanitario, finalizzati a sviluppare tutte le risorse potenziali dell’individuo, con gli interventi sociali orientati a sviluppare e rendere disponibili le risorse e le potenzialità ambientali, amplifica e rinforza l’intervento riabilitativo, consentendo l’inserimento o il reinserimento del disabile nei diversi cicli della vita sociale e il miglioramento della sua qualità di vita e della sopravvivenza.
In tale contesto vanno collocate anche le risposte per la “tutela a vita” di soggetti completamente non autosufficienti o a responsività minimale. Tali tipologie di disabilità e handicap pongono problematiche nuove e sono in progressivo aumento come emerge dai più recenti dati epidemiologici relativi alle gravi disabilità quali quelle derivanti dagli esiti di gravi danni cerebrali come i traumi cranioencefalici, gli stati di coma, le malformazioni vascolari, le lesioni midollari cervicali complete, la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria, eccetera.
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Linee Guida per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento |
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SINPIA
SOCIETA’ ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA
DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

LINEE GUIDA
PER I DISTURBI
DI APPRENDIMENTO
Coordinatore del gruppo di lavoro: Giuseppe A. Chiarenza - Componenti il gruppo di lavoro: Giuseppe Cossu, Silvio - Loddo, Roberta Penge, Ciro Ruggerini, Ludovica Saccomani
Le difficoltà di apprendimento in età evolutiva sono suddivisibili in disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e disturbi non specifici di apprendimento (DNSA). Queste due categorie sono definite qui di seguito.
Definizione
Si può porre una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento quando, a test standardizzati di lettura, scrittura e calcolo, il livello di una o più di queste tre competenze risulta di almeno due deviazioni standard inferiore ai risultati medi prevedibili, oppure l’età di lettura e/o di scrittura e/o di calcolo è inferiore di almeno due anni in rapporto all’età cronologica del soggetto, e/o all’età mentale, misurata con test psicometrici standardizzati, nonostante una adeguata scolarizzazione (6,18, 37, 40, 43, 49, 59, 78, 79, 92, 93, 98, 100, 101, 104). Tali disturbi (denominati dislessia,disortografia e disgrafia, discalculia) sono sottesi da specifiche disfunzioni neuropsicologiche, isolate o combinate. Nel DSM IV (1) sono inquadrati nell'Asse I come Disturbi della Lettura, dell'Espressione Scritta e del Calcolo.
Nell'ICD-10 (117) vengono inseriti all'interno dei disturbi dello Sviluppo Psicologico con il termine di Disturbi Specifici delle Abilità Scolastiche (DS di Lettura, di Compitazione, delle Abilità Aritmetiche e DS misto).
I disturbi non specifici di apprendimento si riferiscono ad una disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze non limitata ad uno o più settori specifici delle competenze scolastiche, ma estesa a più settori. Il Ritardo Mentale (8), il livello cognitivo borderline, l'ADHD (87), l'Autismo ad alto funzionamento, i Disturbi d'ansia, alcuni quadri Distimici (69), sono alcune tra le categorie o entità diagnostiche che causano o possono causare disturbi non specifici dell'apprendimento (33).
Sia il DSM IV che l'ICD-10 prevedono anche una categoria diagnostica denominata Disturbo di apprendimento non altrimenti specificato (1), categoria residua del capitolo dei disturbi specifici di apprendimento. Prima di includere il disturbo di un bambino in questa categoria diagnostica è necessario escludere la presenza di una eziologia tra quelle che notoriamente possono incidere negativamente sull’apprendimento e che possa di per sé giustificare il quadro clinico.
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